Sharm-El-Sheik, di Tagliento Lorenzo.

Nov 28, 2019 by

Nell’agosto del 2012 andai in Egitto a Sharm-El-Sheik. Quella fu la prima e l’unica volta che presi un aereo. Andai all’aeroporto di Milano, lasciammo la macchina nel parcheggio, entrammo dentro e andammo a fare il check-in. Dopodichè imbarcarono i bagagli e noi aspettammo circa un’ora prima di salire. Una volta saliti allacciammo le cinture e partimmo, arrivati alla giusta quota dissero che potevamo accendere i dispositivi elettronici. Allora presi il mio Nintendo e iniziai a giocare e le quattro ore di volo non le sentii nemmeno. Usciti dall’aeroporto chiamammo un taxi che ci portò proprio davanti all’hotel. Era bellissimo! Dalla mia stanza vedevo il mare, la barriera corallina. Dopo aver disfatto le valigie andammo nella piscina all’interno dell’hotel, dove ho passato la maggior parte del mio tempo. Il mattino andammo a vedere da vicino quella magnifica barriera corallina che si concludeva all’improvviso: dieci centimetri prima l’acqua era alta mezzo metro, dieci centimetri dopo era alta oltre venti metri! Non si riusciva a vedere il fondo e mi spaventava un po’. Il terzo giorno prendemmo un pullman che ci portò nel deserto: era bellissimo, faceva anche tanto caldo, ma ne valeva la pena; ci fecero salire sui cammelli e ci fecero fare un giro nei dintorni. Purtroppo quella gita finì e dovemmo tornare a casa. Il giorno dopo non mi sentivo molto bene, quindi dal quarto al settimo giorno non feci più nulla, andai solo qualche volta in piscina quando me la sentivo. Una volta tornato a casa andai dalla pediatra che disse che avevo contratto la salmonella, il che era possibile, data la scarsità di igiene di quel posto. Anche se avevo preso le giuste precauzioni, bevendo solo dalle bottiglie sigillate, mai dal rubinetto, la presi lo stesso. Nonostante quell’inconveniente mi sono divertito moltissimo.

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